Il DLgs n. 385/2000 e la susseguente delibera CICR del 9 Febbario 2000

Capitalizzazione CC B, Pro-Utenti

Dopo una serie innumerevoli di sentenze che avevano sancito la nullità delle clausole anatocistiche con l’art. 25 comma 2° del Decreto legislativo n. 342/1999  si è aggiunto  il comma 2 all’art. 120, D.Lgs. n. 385/1993 (TUB) che rimette al CICR di fissare le modalità di calcolo degli interessi sugli interessi rendendo così di fatto legittima la capitalizzazione degli interessi a debito del correntista (cosiddetto anatocismo). Continue reading “Il DLgs n. 385/2000 e la susseguente delibera CICR del 9 Febbario 2000”

La giurisprudenza che ha decretato la nullità delle clausole anatocistiche

Capitalizzazione CC B

La giurisprudenza di legittimità, sin dal lontano 1999, con orientamento oramai monolitico e consolidato (e plurimis: Cass. civ., sez. I, n. 13739/2003; Cass. civ., sez. III, n. 8442/2002; Cass. civ., sez. I, n. 6263/2001; Cass. civ., sez. I, n. 12507/1999; Cass. civ., sez. I, n. 3845/1999; Cass. civ., sez. III, n. 3096/1999; Cass. civ., sez. I, n. 2374/1999), ha decretato che la capitalizzazione periodica degli interessi a debito sui saldi di conto corrente passivi per il cliente non costituisce uso normativo, ma soltanto uso negoziale e pertanto le relative clausole o pattuizioni, frutto delle norme uniformi bancarie, sono nulle perché in violazione del disposto normativo di cui all’art. 1283 c.c..

Definizione di anatocismo bancario

Capitalizzazione CC B

L’anatocismo è la più antica, la più diffusa e più applicata, tra le pratiche illegittime degli Istituti di Credito. Essa consiste nella capitalizzazione trimestrale degli interessi passivi. Detta pratica è stata dichiarata illegittima da diverse pronunce della Suprema Corte di Cassazione perché contraria alla norma imperativa dettata dall’art. 1283 del codice civile.